#IORESTOACASA

In una società fluida e cinetica, come la nostra, caratterizzata dal movimento, che a volte supera in velocità, grazie alle nuove tecnologie, quello dei nostri piedi, delle nostre mani e della nostra stessa voce, in una parola del nostro corpo, siamo giunti a un punto di non ritorno; ci chiediamo: “forse è arrivato il momento di fermarci?” E se sì, e a quanto sembra è sì, ci fermiamo “per fare” cosa? Ieri, il Presidente del consiglio dei ministri ci ha detto che non abbiamo più tempo, l’epidemia avanza in misura vertiginosa, come a grande velocità corre ogni cosa nel nostro millennio. E allora “questo obbligo di stare a casa” possiamo viverlo come un ostacolo per la nostra libertà di uscire e fare ciò che vogliamo anche last minutes, uno spreco di tempo, per noi così prezioso, oppure come un’inaspettata opportunità per recuperare del tempo, che alcuni di noi avevano dimenticato fosse ancora possibile vivere, e che altri più giovani forse non hanno mai avuto l’opportunità di godere.

Mettiamo a frutto questo periodo. Ma come fare nelle nostre case sempre più minimaliste e più povere di opportunità? I nostri nonni e genitori avevano molti “hobby” perché avevano il tempo. E noi? Non facciamoci abbattere, non pensiamo a quello che non possiamo avere, che abbiamo perso per il momento, pensiamo a ciò che ci viene dato, consideriamo desiderabile rimanere seduti su un divano a leggere, a vedere un buon film, a parlare con mamma o papà per i più giovani. Possiamo uscirne esauriti, o più forti, dipende soltanto da noi, dalla nostra duttilità, che ci rende capaci di adattarci alle diverse situazioni che la vita ci presenta. Pensiamo a cosa fare e non a cosa non possiamo fare. Di seguito vogliamo suggerirvi alcune cose che hanno come leitmotiv la parola recuperiamo ciò che pensavamo perduto o che non esiste più.

Facciamo una lista di ciò che vogliamo fare in casa, ad esempio leggiamo il libro che volevamo leggere, telefoniamo ad un amico o ad un’amica che non sentivamo da tanto tempo, se avevamo litigato con lei o lui, cogliamo l’occasione per rappacificarci. Ci farà tanto bene, e forse anche di più dell’aperitivo alla fine di una stressante giornata di lavoro! Proviamoci! Dedichiamoci alla nostra casa con calma e poi riflettiamo, pensiamo, sentiamo. Se abbiamo voglia o opportunità facciamo un po’ di movimento che sarà tranquillo, non sfrenato, come quello a cui siamo abituati nelle palestre o nei luoghi all’aperto. Mettiamo ordine, non solo esternamente, nella nostra casa, nei file del nostro computer, ma anche dentro di noi, pensando ai nostri comportamenti, atteggiamenti, ai nostri affetti, a ciò che veramente vogliamo e a ciò che invece abbiamo di inutile o addirittura di dannoso con cui finalmente è arrivato il momento di fare i conti.

E infine…annoiamoci, perdiamo tempo. Soprattutto ai nostri bambini, finalmente non più protagonisti di agende zeppe di impegni, diamo l’occasione di annoiarsi. Sapersi annoiare, forse, può salvare da tante altre problematicità che possono nella vita presentarsi come, ad esempio, un’immobilità forzata. Guardare fuori da una finestra, senza avere nulla da fare, aiuta i nostri figli a sviluppare l’immaginazione e la creatività. Aiutiamo anche loro in questo periodo, moderando l’uso di TV e di videogiochi, e la sera meno stanchi, rispetto a come saremmo stati al termine di una giornata stressante per il lavoro in ufficio e il viaggio nel traffico, possiamo leggere o semplicemente parlare con loro.

A conclusione di questo periodo, di cui conosciamo la dead line provvisoria del 3 aprile, alla vigilia di Pasqua, che per noi avrà un sapore e un valore più profondo, potremmo sentirci più vulnerabili, più acciaccati, oppure più consapevoli della nostra fragilità da accogliere, più coscienti della nostra forza, della nostra capacità di resistere, di uscire più forti dalle avversità, e decisamente cambiati. In fondo, questo periodo di Quaresima ci invita, ogni anno, a cambiare la nostra mentalità, il nostro modo di vivere e mai come in questo 2020, tutto ciò sta avvenendo, anche contro la nostra volontà. L’augurio è che la Pasqua sia veramente il passaggio a uomini e donne rinnovati, e magari quel giorno, oltrepassando l’uscio di casa ci faremo una bella passeggiata consci che il nostro bell’ambiente deve essere tutelato e rispettato.

Cosimo Delcuratolo e Paola Foresi